Chirurgia plastica, le staminali del grasso più convenienti della pelle artificiale
La ricerca punta soprattutto sulle cellule staminali del grasso per ulteriori passi avanti nel riparare e rigenerare i tessuti danneggiati, migliorare le cicatrici e perfino per ritocchi estetici sempre piu’ ‘naturali’.
Poche novita’ invece sulla ‘pelle artificiale’, troppo cara e complessa da realizzare in laboratorio e con risultati estetici ancora imperfetti. Sono le linee di studio su cui sono impegnati molti ricercatori in tutto il mondo, come spiega all’Adnkronos Salute Nicolo’ Scuderi, docente di Chirurgia plastica all’universita’ Sapienza di Roma che ha presieduto il III congresso della societa’ scientifica Co.R.Te (Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale), chiuso ieri nella capitale.
La pelle artificiale, sottolinea Scuderi “e’ sicuramente utile.
Ma oggi e’ riservata a trattamenti di forte gravita’, come nel caso dei grandi ustionati o di importanti malformazioni della pelle, come nevi giganti da asportare. Si utilizza, insomma, quando si tratta di rimpiazzare una gran parte della pelle” e, ad oggi “non ha indicazioni estetiche”.
Si usa in pratica solo come salva-vita “anche perche’ la produzione, al di fuori di quella sperimentale presso le universita’ dove e’ consentita attualmente, ha dei costi elevati. E sarebbe insostenibile l’uso in altri casi. Il costo, infatti, e’ di migliaia di euro per centimetro quadrato – precisa Scuderi – quindi diventa improponibile per terapie che non siano importanti e dove si possono trovare altre soluzioni”.













