Medicina Anti Aging
Terapia anti-aging personalizzata
Dopo un studio personale dell’invecchiamento, consiglio un approccio nuovo alla terapia dell’invecchiamento che tenga conto sia dei principi generali che lo determinano, sia degli eventi particolari a livello tissutale o cellulare che lo caratterizzano.
Da molto tempo se ritiene che l’invecchiamento sia correlato ad un accumulo di tossine endogene del metabolismo ed esogene della polluzione, ingerite con la respirazione o con la alimentazione.
L’invecchiamento delle strutture organiche inizia a vari livelli e in momenti molto diversi della vita, addirittura in uno stesso organo; ad esempio, il cervello, l’ipotalamo e la corteccia si deteriorano in tempi assai diversi.
L’Equilibrio endocrino condiziona moltissimo la reattività individuale e il prevalere anche solo funzionale di una ghiandola sull’altra ha evidenti riflessi clinici.
Anche a livello degli organuli cellulari l’invecchiamento colpisce in maniera diversa, specie a livello mitocondriale, dove avviene la produzione di energia e il trasporto di elettroni; essi sono particolarmente sensibili, pertanto le strutture enzimatiche di questi organuli intracellulare devono essere opportunamente valutate per una corretta terapia.
Nel paziente anziano si noteranno gli effetti degli esaurimenti ghiandolari e solo raramente le iperfunzioni che semmai sono relative.
Esiste quindi una relazione diretta tra invecchiamento e problemi correlati alla riproduzione e alla sessualità tanto che alcune specie animali quali il salmone del Pacifico e il topo marsupiale muoiono quasi immediatamente dopo essersi riprodotti per una volta. Vediamo che anche nell’uomo primitivo la durata della vita che era di circa 40 anni si poteva correlare alla capacita riproduttiva.
L’uomo moderno sopravvive ben oltre questi limiti grazie alle sue capacità di adattamento e di modificazione nei confronti dell’ambiente.
E evidente comunque da svariati dati sperimentali come la fine dell’età riproduttiva rappresenti l’inizio dell’invecchiamento tissutale a vari livelli.
Sembrerebbe che la degenerazione delle gonadi, direttamente per la deprivazione ormonale o indirettamente per i meccanismi ipotalamo-ipofisari-surrenalici di conpensazione che induce, influenzi in maniera cruciale il processo di invecchiamento.
Per tutto questo E DI FONDAMENTALE IMPORTANZA MANTENERE IL Più A LUNGO POSSIBILE UNA BUONA FUNZIONALITà GONADICA, cosa che può efficacemente essere fatta con terapie biologiche in generale e con comportamenti dietologici e fisici adeguati alla età.
Implicazioni psicologiche dell’invecchiamento
L’invecchiamento è un fenomeno non soltanto biologico ma anche psicologico. Quando una persona comincia a guardare al passato con nostalgia sempre più forte e al futuro con ansia e insicurezza, quando i passato appare globalmente sotto una luce positiva mentre il presente, e ancor di più il futuro, si prospettano carichi di ombre, allora si può dire che si è entrati nell’ultima parte della vita, nella senescenza.
Si potrebbero inoltre tracciare alcuni particolari profili classici dell’invecchiamento psicologico:
1.-COSTRUTTIVITà: un uomo dotato di senso dell’umorismo, tollerante,consapevole di se stesso e con una infanzia felice, di solito accetta relativamente bene l’invecchiamento, il pensionamento e la morte, non ha eccessivi rimpianti e soprattutto riesce a guardare al futuro e a conservare la capacità di trovare piacere (cibo, nel lavoro, nel bere, nel sesso, ecc,)
2.-DIPENDENZA; una persona ambiziosa, socialmente passiva, con buona capacità di osservazione, molto ottimista ma non pratica, tendente ad essere dominata dal partner, di solito è contenta di andare in pensione, adora le vacanze e abbonda in cibo e bere, ma alla fine non è affatto soddisfatta di questo tipo di vita.
3.-DIFESA: una persona con una vita professionale stabile, ben adattata, socialmente attiva, che ha sempre rifiutato aiuti, emotivamente molto controllata, abitudinaria, che agisce solo quando vi è costretta, di solito è molto spaventata dalla vecchiaia e quindi cerca di rimandare il più possibile il pensionamento non vedendone i vantaggi né gli svantaggi.
4.-OSTILITA: una persona lamentosa, sospettosa, aggressiva, spesso con vita professionale instabile, vede solo svantaggi nella vecchiaia, invidia molto i giovani e ha il terrore della morte.
5.-RIFIUTO DI SE STESSO: una persona sprezzante di se stessa, molto critica, con poche ambizioni, socialmente ed economicamente in progressivo declino, con matrimonio infelice e pochi hobby, che si sente vittima delle circostanza, accetta di buon grado il fatto di invecchiare e non invidia i giovani, anzi spesso è stanco della vita e considera la morte come un sospirato sollievo.
Tutte queste descrizioni sono in realtà soltanto miti, stereotipi, cioè modelli convenzionali che si basano su opinioni precostituite, generalizzate e, a volte troppo semplicistiche.
Bisogna considerare la vecchiaia soprattutto come un’esperienza del tutto personale, individuale, che pur essendo certamente il risultato di fenomeni di deterioramento biologico comuni alla media delle persone, e conseguenza dell’accumularsi di tutti quei particolari traumi fisici e psicologici che contrassegnano l’esistenza di ogni essere viventi in modo diverso dagli altri.
Quando si continua a lavorare e si resta sensibili alla bellezza del mondo che ci circonda, si scopre che la vecchiaia non significa necessariamente invecchiare o, perlomeno non invecchiare nel senso comune.
Senescenza e morte sono fenomeni naturali, la vecchiaia intesa come “seconda infanzia”, come isolamento e oblio, è solo un PREGIUDIZIO PSICOLOGICO che si riflette in campo sociale e va modificato.
La terapia biologica anti-aging si inserisce assai bene in questa età della vita dell’uomo, periodo in cui si ricorre spesso a farmaci chimici di ogni tipo, prescritti per lunghi periodi di tempo e mal tollerati del organismo per il fisiologico rallentamento delle normali funzioni emuntoriali.
La strategia terapeutica si pone come stimolo alla rivitalizzazione cellulare, con l’obiettivo ambizioso di riattivare le funzioni organiche, senza sopprimere sintomi e trasferirli in altri distritti organici.
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